Vuoi avere successo su LinkedIn? Dalla Legge di Flesh a quella di FC…. Articolo di Andrea Farinet e Sara Colombo

Vuoi avere successo su LinkedIn? Dalla Legge di Flesh a quella di FC…. Articolo di Andrea Farinet e Sara Colombo

In questo breve articolo provo ad illustrare insieme a Sara Colombo quali sono le principali caratteristiche di un post di successo su LinkedIn.

Il grande sviluppo di questo business social network ha richiamato l’attenzione di milioni di italiani. Si contano, infatti in Italia, circa dieci milioni di iscritti. Tra questi più di un quarto, circa 2,5 milioni di utenti, sono attivi ogni settimana. Si pensi, inoltre, che Milano è la quinta città al mondo, come traffico quotidiano, dopo Londra, Amsterdam, San Francisco e Giacarta (La Stampa, 2017).

In realtà questo tema è un aspetto centrale per qualsiasi contenuto editoriale, o multimediale, che si voglia pubblicare in un contesto digitale. Ma un conto è “pubblicare per informare” e un conto è “pubblicare per condividere”.

Creare un post e pubblicarlo su LinkedIn è all’ordine del giorno. Basta aprire la propria home per notare la proliferazione di immagini, video e articoli. Ma quanti ci riescono realmente a creare prima interesse e successivamente condivisioni? Come si fa ad ottenere migliaia di followers? Quali sono i contenuti realmente “rilevanti”, creativi e, in quanto tali, condivisibili?

Sono necessari alcuni accorgimenti per ottenere numerose visualizzazioni e feedback positivi e raggiungere realmente l’interesse della rete di contatti.
Per ottenere successo sul proprio profilo LinkedIn bisogna privilegiare la qualità alla quantità. Ma come riuscirci? Quale qualità? È fondamentale pubblicare post mirati ed essere a conoscenza che, una volta pubblicato, il post fa parte del proprio profilo. Verrà pertanto condiviso con il proprio network anche nel corso delle settimane successive alla pubblicazione.

L’argomento che si decide di approfondire deve generare interesse immediato tra i potenziali fruitori. Essi devono essere coinvolti e bisogna suscitare in loro emozioni specifiche. La psicologia della lettura digitale ha fatto passi da gigante, dopo gli studi pionieristici di Patricia Wallace all’inizio del nuovo millennio.
Quello che spesso ci si domanda è: “Che cosa è realmente rilevante?” La risposta è semplice: tutto ciò che è di tendenza e che può fare notizia, ma solo se riletto in chiave originale ed innovativa. Di fatto il post è una rilettura della realtà osservata che tiene conto dell’attenzione parziale della maggior parte dei fruitori.
Occorre, inoltre, dimostrare che, non solo si è competenti sul tema scelto, in modo da poter esprimere le proprie osservazioni, ma che si è anche originali del come le si propone.
L’obbiettivo del titolo da assegnare ad un post è di generare l’attenzione dei potenziali follower. Siamo, per dirla alla Contri (2017), nell’epoca della costante attenzione parziale. Il titolo deve essere breve, semplice ed attrattivo. Spesso vengono anche utilizzate parole chiave o metafore ad alto impatto. Ma qual è la lunghezza ideale per un titolo di successo? Nel 2017 secondo HubSpot, quelli composti da 6-13 parole attraggono un numero più consistente di utenti in quanto immediatamente più espressivi.

Insieme ad un titolo efficace, è importante scegliere un’immagine o un video, che siano chiari, coinvolgenti e di ottima qualità. Il loro ruolo principale è di attirare e focalizzare la percezione sul post proposto.
Gli articoli che contengono un’immagine ogni 75-100 parole ottengono il doppio di condivisioni rispetto a quelli in cui, le stesse non sono presenti, o ne sono riportate poche (Buzzsumo, 2015). Inoltre, alcune ricerche hanno dimostrato che se le persone ascoltano un’informazione – senza che la stessa sia accompagnata da un contenuto visivo o multimediale – nei tre giorni seguenti ne ricorderanno solo il 10%. Al contrario, se la stessa informazione viene pubblicata tramite un’immagine creativa, ricorderanno il 65% della medesima (LifeLearn, 2015).

Ci si domanda anche come stimolare gli utilizzatori di LinkedIn a “cliccare” sul proprio post e sul proprio profilo. Spesso è necessario ricorrere all’inserimento di una call to action coinvolgente, posizionata all’inizio o alla fine di un contenuto.

Caratteristica essenziale di un post su LinkedIn è anche il suo formato. È consigliato l’utilizzo di uno stile e di un linguaggio diretto e semplice. È suggerito anche l’uso di termini in grassetto per i concetti principali oppure in corsivo per eventuali riferimenti.

Le prime righe di un post sono fondamentali: devono incuriosire l’utente poiché rappresentano il punto di partenza della sua lettura. È da qui che egli deciderà se proseguire oppure interrompersi, passando così al post successivo. In questo aspetto la creatività è decisiva. Ricordiamoci sempre che, in base alla Legge di Flesh, un testo è memorizzabile se è comprensibile. E’ comprensibile soprattutto se non usa troppo il linguaggio gergale. Ma soprattutto se ogni singola frase rispetta proprio la Legge di Flesh che si basa su questa formula semplificata 5+/-2. Ogni singola frase non deve contenere meno di tre informazioni (5-2=3) e non più di sette informazioni (5+2=7). Provate a rispettare questa semplice regola espressiva e sarete molto più efficaci. Però noi vi proponiamo di sperimentare in ambito Digital&Social, la Legge di Farinet e Colombo vale a dire 4+/-1. Utilizzandola abbiamo ottenuto 30.000 follower in sei mesi e siamo costretti a non accettare più collegamenti malgrado le decine di richieste quotidiane ricevute. Perché funziona questo metodo?
Perché il tempo medio di permanenza su una pagina Digital&Social in Italia è stato nel 2017 di 8 (otto!!!!) secondi. Più del 50% delle connessioni internet avvengono da mobile. Quindi? Asciugate, gente, asciugate…. i vostri modi di esprimervi.
Semplicità, brevità e chiarezza sono l’inizio del percorso migliore. Ma la nostra cosiddetta Legge ha un altro pilastro: l’uso delle metafore per creare connessione emotiva. Proviamo ad esemplificare: se chiediamo ai nostri lettori quali sono le loro Digital Skills abbiamo di fronte una significativa opportunità semantica.
Anatre per lo Stagno o Delfini per l’Oceano? Ecco un modo allegorico mille volte più espressivo e comunicativo per indicare la scelta che ci aspetta. L’anatra starnazza nello stagno, non rischia e non prova emozioni coinvolgenti. Questo senza nulla togliere alla loro simpatia immediata. Ma il delfino e l’oceano (digitale) sono un altro pianeta. Il delfino è un mammifero che vive in branchi da 100 a 1000 unità ed usa la propria corteccia cerebrale in modo unico. Il verso del delfino non ha un nome specifico tanto è sofisticato ed unico il metodo di comunicazione perfezionato nel tempo.
Ecco il bivio: parlare, esprimersi per metafore o proseguire logiche deduttive tanto rigorose quanto noiose? Nel mondo Digital&Social non è possibile la seconda opzione perchè non serve quasi a nulla. Abbiamo tutti tanto da riflettere e da imparare. Soprattutto alcuni presunti guru tanto citati a sproposito.

Inoltre, al fine di favorire la leggibilità e la scansione del testo scritto, è opportuno eventualmente suddividerlo in paragrafi sintetici. Questo mantiene i follower concentrati sull’argomento trattato e facilita la comprensione.

Per entrare in contatto con il proprio ambito di riferimento e raggiungere una maggiore visibilità del proprio post, è opportuno conoscere le caratteristiche, le abitudini e il profilo psicografico del proprio pubblico.

Un suggerimento è di evitare di pubblicare i post durante gli orari convenzionali di lavoro, focalizzandosi, invece, quando vi è un alto engagement da parte degli utenti. Ma quali sono i giorni e gli orari migliori per pubblicare su LinkedIn? Secondo un articolo pubblicato nel 2017 su HubSpot, i giorni migliori sono dal martedì al giovedì tra le 7.00 e le 8.00 del mattino e tra le 17.00 e le 18.00 del pomeriggio. Inoltre, secondo diverse statistiche e studi pubblicati su Bufferapp sempre nel 2017, bisognerebbe condividere su LinkedIn mediamente almeno 20 post al mese, circa uno al giorno (esclusi i weekend). In questo modo si raggiunge quasi il 60% dei contatti nella propria rete.

Dopo aver condiviso il proprio post con i destinatari, al fine di ottenere più visualizzazioni e letture, esso può essere pubblicato sui diversi Social Network. In questo contesto, è necessario rispondere a tutte le domande ed ai commenti che vengono rilasciati nel post, in modo da creare relazioni con il proprio pubblico e nuove connessioni.

Essere sempre spontanei e trasparenti con gli utenti è la chiave di successo per mantenere e consolidare le proprie relazioni sui Social Network ed ottenere un maggior successo dei propri post su LinkedIn.

P.S. Per la scrittura di questo articolo sono stati seguiti i consigli dati in precedenza!
Aspettiamo i vostri contributi per arricchire e condividere in una logica Socialing Thinking le migliori practice. Grazie a chi ci vorrà aiutare!

In questo breve articolo provo ad illustrare insieme a Sara Colombo quali sono le principali caratteristiche di un post di successo su LinkedIn.

Il grande sviluppo di questo business social network ha richiamato l’attenzione di milioni di italiani. Si contano, infatti in Italia, circa dieci milioni di iscritti. Tra questi più di un quarto, circa 2,5 milioni di utenti, sono attivi ogni settimana. Si pensi, inoltre, che Milano è la quinta città al mondo, come traffico quotidiano, dopo Londra, Amsterdam, San Francisco e Giacarta (La Stampa, 2017).

In realtà questo tema è un aspetto centrale per qualsiasi contenuto editoriale, o multimediale, che si voglia pubblicare in un contesto digitale. Ma un conto è “pubblicare per informare” e un conto è “pubblicare per condividere”.

Creare un post e pubblicarlo su LinkedIn è all’ordine del giorno. Basta aprire la propria home per notare la proliferazione di immagini, video e articoli. Ma quanti ci riescono realmente a creare prima interesse e successivamente condivisioni? Come si fa ad ottenere migliaia di followers? Quali sono i contenuti realmente “rilevanti”, creativi e, in quanto tali, condivisibili?

Sono necessari alcuni accorgimenti per ottenere numerose visualizzazioni e feedback positivi e raggiungere realmente l’interesse della rete di contatti.
Per ottenere successo sul proprio profilo LinkedIn bisogna privilegiare la qualità alla quantità. Ma come riuscirci? Quale qualità? È fondamentale pubblicare post mirati ed essere a conoscenza che, una volta pubblicato, il post fa parte del proprio profilo. Verrà pertanto condiviso con il proprio network anche nel corso delle settimane successive alla pubblicazione.

L’argomento che si decide di approfondire deve generare interesse immediato tra i potenziali fruitori. Essi devono essere coinvolti e bisogna suscitare in loro emozioni specifiche. La psicologia della lettura digitale ha fatto passi da gigante, dopo gli studi pionieristici di Patricia Wallace all’inizio del nuovo millennio.
Quello che spesso ci si domanda è: “Che cosa è realmente rilevante?” La risposta è semplice: tutto ciò che è di tendenza e che può fare notizia, ma solo se riletto in chiave originale ed innovativa. Di fatto il post è una rilettura della realtà osservata che tiene conto dell’attenzione parziale della maggior parte dei fruitori.
Occorre, inoltre, dimostrare che, non solo si è competenti sul tema scelto, in modo da poter esprimere le proprie osservazioni, ma che si è anche originali del come le si propone.
L’obbiettivo del titolo da assegnare ad un post è di generare l’attenzione dei potenziali follower. Siamo, per dirla alla Contri (2017), nell’epoca della costante attenzione parziale. Il titolo deve essere breve, semplice ed attrattivo. Spesso vengono anche utilizzate parole chiave o metafore ad alto impatto. Ma qual è la lunghezza ideale per un titolo di successo? Nel 2017 secondo HubSpot, quelli composti da 6-13 parole attraggono un numero più consistente di utenti in quanto immediatamente più espressivi.

Insieme ad un titolo efficace, è importante scegliere un’immagine o un video, che siano chiari, coinvolgenti e di ottima qualità. Il loro ruolo principale è di attirare e focalizzare la percezione sul post proposto.
Gli articoli che contengono un’immagine ogni 75-100 parole ottengono il doppio di condivisioni rispetto a quelli in cui, le stesse non sono presenti, o ne sono riportate poche (Buzzsumo, 2015). Inoltre, alcune ricerche hanno dimostrato che se le persone ascoltano un’informazione – senza che la stessa sia accompagnata da un contenuto visivo o multimediale – nei tre giorni seguenti ne ricorderanno solo il 10%. Al contrario, se la stessa informazione viene pubblicata tramite un’immagine creativa, ricorderanno il 65% della medesima (LifeLearn, 2015).

Ci si domanda anche come stimolare gli utilizzatori di LinkedIn a “cliccare” sul proprio post e sul proprio profilo. Spesso è necessario ricorrere all’inserimento di una call to action coinvolgente, posizionata all’inizio o alla fine di un contenuto.

Caratteristica essenziale di un post su LinkedIn è anche il suo formato. È consigliato l’utilizzo di uno stile e di un linguaggio diretto e semplice. È suggerito anche l’uso di termini in grassetto per i concetti principali oppure in corsivo per eventuali riferimenti.

Le prime righe di un post sono fondamentali: devono incuriosire l’utente poiché rappresentano il punto di partenza della sua lettura. È da qui che egli deciderà se proseguire oppure interrompersi, passando così al post successivo. In questo aspetto la creatività è decisiva. Ricordiamoci sempre che, in base alla Legge di Flesh, un testo è memorizzabile se è comprensibile. E’ comprensibile soprattutto se non usa troppo il linguaggio gergale. Ma soprattutto se ogni singola frase rispetta proprio la Legge di Flesh che si basa su questa formula semplificata 5+/-2. Ogni singola frase non deve contenere meno di tre informazioni (5-2=3) e non più di sette informazioni (5+2=7). Provate a rispettare questa semplice regola espressiva e sarete molto più efficaci. Però noi vi proponiamo di sperimentare in ambito Digital&Social, la Legge di Farinet e Colombo vale a dire 4+/-1. Utilizzandola abbiamo ottenuto 30.000 follower in sei mesi e siamo costretti a non accettare più collegamenti malgrado le decine di richieste quotidiane ricevute. Perché funziona questo metodo?
Perché il tempo medio di permanenza su una pagina Digital&Social in Italia è stato nel 2017 di 8 (otto!!!!) secondi. Più del 50% delle connessioni internet avvengono da mobile. Quindi? Asciugate, gente, asciugate…. i vostri modi di esprimervi.
Semplicità, brevità e chiarezza sono l’inizio del percorso migliore. Ma la nostra cosiddetta Legge ha un altro pilastro: l’uso delle metafore per creare connessione emotiva. Proviamo ad esemplificare: se chiediamo ai nostri lettori quali sono le loro Digital Skills abbiamo di fronte una significativa opportunità semantica.
Anatre per lo Stagno o Delfini per l’Oceano? Ecco un modo allegorico mille volte più espressivo e comunicativo per indicare la scelta che ci aspetta. L’anatra starnazza nello stagno, non rischia e non prova emozioni coinvolgenti. Questo senza nulla togliere alla loro simpatia immediata. Ma il delfino e l’oceano (digitale) sono un altro pianeta. Il delfino è un mammifero che vive in branchi da 100 a 1000 unità ed usa la propria corteccia cerebrale in modo unico. Il verso del delfino non ha un nome specifico tanto è sofisticato ed unico il metodo di comunicazione perfezionato nel tempo.
Ecco il bivio: parlare, esprimersi per metafore o proseguire logiche deduttive tanto rigorose quanto noiose? Nel mondo Digital&Social non è possibile la seconda opzione perchè non serve quasi a nulla. Abbiamo tutti tanto da riflettere e da imparare. Soprattutto alcuni presunti guru tanto citati a sproposito.

Inoltre, al fine di favorire la leggibilità e la scansione del testo scritto, è opportuno eventualmente suddividerlo in paragrafi sintetici. Questo mantiene i follower concentrati sull’argomento trattato e facilita la comprensione.

Per entrare in contatto con il proprio ambito di riferimento e raggiungere una maggiore visibilità del proprio post, è opportuno conoscere le caratteristiche, le abitudini e il profilo psicografico del proprio pubblico.

Un suggerimento è di evitare di pubblicare i post durante gli orari convenzionali di lavoro, focalizzandosi, invece, quando vi è un alto engagement da parte degli utenti. Ma quali sono i giorni e gli orari migliori per pubblicare su LinkedIn? Secondo un articolo pubblicato nel 2017 su HubSpot, i giorni migliori sono dal martedì al giovedì tra le 7.00 e le 8.00 del mattino e tra le 17.00 e le 18.00 del pomeriggio. Inoltre, secondo diverse statistiche e studi pubblicati su Bufferapp sempre nel 2017, bisognerebbe condividere su LinkedIn mediamente almeno 20 post al mese, circa uno al giorno (esclusi i weekend). In questo modo si raggiunge quasi il 60% dei contatti nella propria rete.

Dopo aver condiviso il proprio post con i destinatari, al fine di ottenere più visualizzazioni e letture, esso può essere pubblicato sui diversi Social Network. In questo contesto, è necessario rispondere a tutte le domande ed ai commenti che vengono rilasciati nel post, in modo da creare relazioni con il proprio pubblico e nuove connessioni.

Essere sempre spontanei e trasparenti con gli utenti è la chiave di successo per mantenere e consolidare le proprie relazioni sui Social Network ed ottenere un maggior successo dei propri post su LinkedIn.

P.S. Per la scrittura di questo articolo sono stati seguiti i consigli dati in precedenza!
Aspettiamo i vostri contributi per arricchire e condividere in una logica Socialing Thinking le migliori practice. Grazie a chi ci vorrà aiutare!