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SOCIALING – UN NUOVO EQUILIBRIO TRA CONSUMATORI, IMPRESE E MERCATI

“Urge trovare nuovi paradigmi che sappiano rimetterci in una carreggiata positiva e che sappiano riconciliarci con il nostro pianeta. Gli autori di questo testo lo mettono in evidenza in maniera chiara e coinvolgente, avanzando proposte di carattere innovativo”. Dalla Prefazione di Carlo Petrini, Fondatore dell’Associazione Slow Food.

Esiste la possibilità di un nuovo equilibrio tra società ed economia? I consumatori, le imprese ed i mercati possono diventare protagonisti di una nuova dinamica sociale e culturale? Il management può trasformare il proprio ruolo, assicurando al tempo stesso risultati economici e coesione sociale? Il libro analizza le profonde trasformazioni culturali e tecnologiche che impongono un cambiamento strutturale dei nostri comportamenti. Il socialing nasce proprio da un profondo ripensamento della vita economica contemporanea. Scaturisce dall’urgente necessità di umanizzare profondamente la vita economica, portando gli esseri umani al centro della nostra attenzione. Oggi la digital transformation e i nuovi media rendono, finalmente, possibile un cambiamento reale dei mercati e del rapporto con i consumatori. Il customer respect, la trasparenza dei mercati, la socialing innovation, il chilometro verde, i social network, il socialing dei prodotti agro-alimentari per il dopo Expo 2015, la Carta Universale dei Diritti della Terra Coltivata sono alcuni dei temi che vengono approfonditi in una prospettiva innovativa e coerente con le premesse di valore iniziale. Grazie al contributo di grandi esperti, come Remo Lucchi, Presidente onorario di GFK-Eurisko, e Marco Meneguzzo, professore ordinario all’Università di Roma-Tor Vergata, e di giovani ricercatori, il libro offre una panoramica completa e proposte concrete per uscire dalla crisi attuale.

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La Rete è libera e democratica. Falso!

Ippolita è un gruppo di ricerca interdisciplinare attivo dal 2005 che conduce una riflessione a 360° sulle tecnologie del dominio e i loro effetti sociali.

Crediamo in una Rete libera, democratica, gratuita, trasparente, imparziale. Crediamo in una Rete rivoluzionaria, capace di rovesciare le gerarchie stabilite a favore di una partecipazione ampia, diffusa, popolare. Crediamo nella circolazione gratuita di contenuti, contro lo strapotere di cartelli mediatici e obsoleti detentori di copyright. Ci crediamo, ma niente di tutto questo è vero: Rete aperta non significa Rete libera, perché ha i suoi pochi, potentissimi padroni. Pubblicare in Rete non significa rendere pubblico. La libertà non è gratuita, costa cara. Rete libera e democratica? E dove stanno i dati dei cittadini? Nelle mani di chi? Per cosa vengono usati? E come si può invertire la tendenza alla delega tecnocratica?
Con questo libro, Ippolita si pone come obiettivo quello di smontare due luoghi comuni che per la stragrande maggioranza sono divenute veri e propri dogmi: la Rete è uno strumento intrinsecamente democratico e disporre di più informazioni significa automaticamente essere più liberi. A tale scopo gli autori ricorrono a tre argomenti che definiscono ontologico, epistemologico e storico geopolitico. L’argomento ontologico si propone di mettere a confronto l’immaginario che si è venuto costruendo nei primi decenni di vita di questo medium, con ciò che la Rete effettivamente è.
Per quanto riguarda l’argomento epistemologico, il bersaglio polemico sono gli slittamenti semantici che fanno sì che il concetto di libertà finisca per essere identificato con il concetto di trasparenza, e che l’opinione maggioritaria finisca per divenire sinonimo di qualità, o addirittura di verità.
Infine con l’argomento storico-geopolitico, Ippolita dimostra come il principio di isonomia – cioè la distribuzione egualitaria di risorse, opportunità, diritti e doveri fra cittadini – su cui tutto ciò si fondava abbia ben poco da spartire con il mondo dei Big Data in cui viviamo, un mondo in cui gli stati nazione hanno consegnato il bastone del comando nelle mani dei signori del codice, siano essi multinazionali informatiche, governi dispotici o altro.

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Wikieconomia. Manifesto dell’economia civile

Il problema di cui un economista dovrebbe occuparsi è come possa una maggioranza debole e dispersa contrastare e arginare il potere delle lobby economiche. La rete, con tecnologie e modalità di aggregazione un tempo impensabili, può aiutare l’interesse della maggioranza a prendere forma e consapevolezza, a condensarsi e rinforzarsi. Così come wikipedia testimonia la capacità della rete di stimolare gli immensi giacimenti di gratuità umana, così la wikieconomia potrebbe essere la grande opera del futuro: la costruzione di un’economia al servizio del bene comune e dell’interesse di tutti. Come? Se domani ci svegliassimo e premiassimo, con i nostri click sul computer, i nostri consumi e risparmi, quelle aziende che sono all’avanguardia nel creare valore economico in modo socialmente e ambientalmente sostenibile, il mondo cambierebbe sotto i nostri occhi. Abbiamo un potere enorme come consumatori: votando “col portafoglio” e “col mouse” per le aziende responsabili possiamo spostare quote di mercato rilevanti, e arrivare a far vincere sul mercato, per il nostro stesso bene, il modello di impresa più socialmente ed ambientalmente responsabile.

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Social Media B2B

Il libro di Bodnar e Cohen si propone anzitutto di sfatare il mito, secondo cui il social media marketing non sarebbe adatto alle aziende B2B (business-to-business). Bodnar e Cohen sostengono, che la comunicazione attraverso i social media è particolarmente adatta alle aziende B2B, perché esse hanno:
• Una comprensione chiara dei propri interlocutori (partner, rivenditori, utilizzatori, etc.)
• Una conoscenza approfondita del settore di appartenenza
• Vendite basate su relazioni di medio-lungo periodo
• Una lunga consuetudine a raccontare l’azienda e a produrre contenuti per informare i propri interlocutori
• L’esigenza di generare ricavi più alti a partire da budget marketing più bassi.
Obiettivo del libro di Bodnar e Cohen è insegnare a utilizzare in modo integrato i social media per generare contatti qualificati (lead generation). Per social media vanno intesi in particolare: il blog integrato all’interno del sito / dominio aziendale, i profili e le pagine aziendali su LinkedIn, Twitter, Facebook e YouTube, l’e-mail marketing (in particolare la newsletter aziendale), nonché l’ottimizzazione del sito / blog per i dispositivi mobili (smartphone, tablet, iPhone, iPad, etc.).
Per contatto qualificato va intesa una persona “con la mano alzata”, interessata ai prodotti / servizi dell’azienda. Perché utilizzare i social media per la lead generation?
Nelle pagine introduttive, Bodnar e Cohen affermano, che in particolare le aziende B2B hanno l’esigenza di generare ricavi più alti a partire da budget marketing più bassi, ovvero di massimizzare il ROI (Return on Investment), dato dal rapporto fra costo di acquisizione del cliente e valore totale del cliente. Bodnar e Cohen sostengono che, nel medio- lungo periodo, il social media marketing può non solo incrementare il volume di contatti qualificati, ma anche ridurre il costo di acquisizione del cliente.
L’ottenimento di entrambi i risultati si basa sulla funzione e sul valore, che i contenuti hanno all’interno dei social media come elemento chiave per far “alzare la mano” all’interlocutore dell’azienda.
Produzione e pubblicazione dei contenuti rappresentano un costo per l’azienda, al pari di altri investimenti marketing. Ma, a differenza delle fonti a pagamento (per esempio quelle pubblicitarie), che smettono di generare contatti qualificati una volta esaurito il budget, i contenuti pubblicati sui social media si propagano nel medio-lungo termine, svincolati dal budget di produzione e pubblicazione iniziale. Essi rappresentando quindi una rendita, che fa scendere progressivamente il costo di acquisizione del cliente. Scrivono Bodnar e Cohen: “I social media funzionano come una rendita: fanno crescere esponenzialmente il volume del traffico e i lead nel corso del tempo”. Inoltre, un’azienda in grado di generare lead “organici” (cioè non provenienti da fonti a pagamento), spenderà tendenzialmente meno per acquistare spazi sui media.

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Psicologia dei nuovi media

I processi di comunicazione si caratterizzano oggi per la crescente influenza dei nuovi media. Ma che cosa cambia nel nostro modo di comunicare, interagire, lavorare e studiare con l’introduzione dei nuovi media? Il volume risponde a questa domanda utilizzando come riferimento una nuova disciplina: la psicologia dei nuovi media(ciberpsicologia). Punto di incontro tra scienze umane e nuove tecnologie, la ciberpsicologia ha come oggetto la comprensione, la previsione e l’attivazione dei processi di cambiamento individuali e sociali che scaturiscono dall’interazione con i media digitali. Proposto qui in una nuova edizione riveduta e aggiornata, il volume integra all’interno di un modello teorico unitario – la teoria dell’inter-azione situata – le più recenti acquisizioni delle scienze cognitive, delle neuroscienze, delle scienze della comunicazione e della psicologia culturale.Gli strumenti concettuali che caratterizzano l’approccio presentato sono quattro, il concetto di intenzione, quello di affordance, quello di presenza e quello di presenza sociale: un nuovo medium diventa un’affordance, un’opportunità per i suoi utenti, quando è in grado di offrire un maggior livello di presenza e presenza sociale, intese come la capacità di attuare le proprie intenzioni (presenza) e di comprendere quelle degli altri (presenza sociale). Attraverso questo modello il volume analizza e interpreta i fenomeni che stanno caratterizzando l’esperienza dei media digitali – dalla nascita delle comunità virtuali, ai social network, al Web 2.0 – aiutando il lettore a rispondere ad una domanda molto pratica: come realizzare un medium in grado di supportare efficacemente le intenzioni dei propri utenti.

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Socialnomics. La nuova economia dei social media

“Socialnomics” is an essential book for anyone who wants to understand the implications of social media on our daily lives and how businesses can tap the power of social media to increase their sales, cut their marketing costs, and reach consumers directly. In this revised and updated second edition, author Erik Qualman presents new material based on meeting with 75 Fortune 1000 companies, 50 colleges and universities, and over 100 small businesses & non-profits since the first edition. Qualman’s materials have been used from IBM to NASA to Harvard to local businesses. It lists the top ten easy opportunities that companies and organization miss when it comes to social media. It describes where social media should reside in an organization and the necessary building blocks for success. It explains why over 50 percent of companies still block social media to their employees and why this is a detriment to success. It shares proper training methods for your entire organization on social media; not just the chosen few. It reviews the top companies, organizations and individuals using social media, explaining what separates them from other companies and how to replicate their success. Social media can transform your business and your relationship with consumers. Discover what social media can do for you, and what you can do for others while using social media.
Facebook, Twitter, WordPress, Foursquare: milioni di persone nel mondo non potrebbero oggi più farne a meno, per comunicare, per condividere, per informarsi. Da strumenti personali, i social media e i social network sono diventati in poco tempo una risorsa importante e a basso costo per il mondo dell’impresa. Aprire un blog per conversare direttamente con i propri clienti, attivare una fan page su Facebook per raccogliere la propria community, usare un profilo Twitter per offrire assistenza ai clienti e dialogare con il pubblico attivo della rete sono azioni che ormai fanno parte di una strategia di marketing e comunicazione propria di migliaia di aziende, dalla multinazionale alla piccola impresa a conduzione fa-miliare. Socialnomics aiuta a comprendere fino in fondo il fenomeno del Web 2.0, per cogliere tutte le opportunità che racchiude ed evitare errori di approccio. Ricco di dati e casi studio, Socialnomics non può mancare sulla scrivania di chiunque debba comprendere, pianificare, gestire e implementare una strategia di business che sfrutti al meglio Internet per migliorare il rapporto con i propri clienti e per mantenersi competitivi nello scenario globale.

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Marketing delle arti e della cultura

Quest’opera si propone l’obiettivo di far comprendere la specificità delle imprese culturali e di sviluppare un modello di marketing mirato ai prodotti artistici. Il libro, diventato negli anni un autentico testo di riferimento a livello internazionale, esemplifica le caratteristiche peculiari del prodotto artistico e le conseguenti scelte strategiche di mercato, attraverso l’analisi del ruolo delle imprese e delle organizzazioni culturali nella società moderna. Inoltre, esso descrive l’evoluzione della funzione di marketing dagli inizi fino all’attuale specializzazione, delineando un modello – descritto esaurientemente e con grande chiarezza in tutte le sue componenti – applicabile alle arti e alla cultura. L’impostazione di marketing che propone – in particolare per le imprese orientate al prodotto – è un convincente tentativo di superare l’inadeguatezza degli approcci tradizionali del marketing – e più in generale del management – alla comprensione e alla valorizzazione del ruolo della produzione artistica e culturale nella società.

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L’etica hacker

Un saggio sociologico sugli hacker. Pekka Himanen riabilita il ruolo degli hacker. Non soltanto i pirati che rubano i dati o inventano gli infernali virus che rovinano i nostri computer. Il loro lavoro ha permesso, piuttosto, la creazione del pc e del modem, l’affermazione planetaria di Internet, l’invenzione delle realtà virtuali. Si tratta di risultati straordinari, nati da un approccio al lavoro diverso e opposto agli schemi fordisti che scandiscono l’esistenza quotidiana. La nuova etica di cui gli hacker sono portatori è caratterizzata da un impegno appassionato e creativo, senza limiti di tempo e senza risparmio di capacità intellettuali. Questa concezione ha fatto sì che si affermassero valori di privacy, di eguaglianza, di condivisione dei saperi, in netto contrasto con i modelli improntati al controllo, alla competizione, alla proprietà. È un approccio inedito e dirompente che ha già contribuito in modo decisivo allo sviluppo della “dot.economy” e rappresenta una rottura radicale con quell’etica di stampo calvinista che Max Weber aveva rintracciato nei fondamenti dell’economia capitalistica.

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Come pensano i consumatori

Andrea Farinet ha curato l’introduzione italiana di uno dei libri di marketing di maggior successo negli Stati Uniti negli ultimi anni.
Il marketing moderno sta subendo profonde trasformazioni ma, in molti casi, rimane ancorato a teorie e costrutti logici ormai inadeguati. Tra questi, risulta sempre più critico lo studio dei consumatori. Per troppo tempo ci si è concentrati sull’analisi del Customer Behaviour senza aver prima compreso la Customer Mind, ma il consumatore è una persona caratterizzata da processi mentali complessi e fortemente simbolici. Le analisi di marketing vanno quindi completamente ripensate ponendo in luce la dimensione inconsapevole dei comportamenti economici di acquisto.
Zaltman affronta questo nodo irrisolto e dimostra che gli strumenti di marketing non scendono abbastanza in profondità e non sono in grado di far esprimere ai consumatori quello che davvero pensano.
Il 95% dei nostri processi mentali ha luogo, infatti, nell’inconscio. Per portare alla luce i desideri dei clienti bisogna perciò comprendere la “mente del mercato”, cioè l’interazione dinamica tra i pensieri dei consumatori e quelli degli esperti di marketing: è questa interazione a determinare il risultato di ogni decisione di acquisto.
Attingendo ai risultati di un gran numero di discipline, come la neurologia, la sociologia, l’analisi letteraria e la scienza cognitiva, Zaltman offre una guida preziosa per capire quello che accade nel sistema complesso formato da mente, cervello, corpo e società nell’istante in cui i consumatori analizzano i propri bisogni e giudicano i prodotti, e propone a ricercatori, studiosi di marketing ed esperti di comunicazione tecniche e strumenti innovativi per:
• formulare interviste che “parlino” alla parte inconscia della mente dei clienti;
• evocare attraverso la metafora concetti significativi per il cliente, da impiegare nella creazione dei brand;
• costruire “mappe di consenso” capaci di rispecchiare l’opinione condivisa da un segmento di mercato;
• comprendere il funzionamento del proprio approccio mentale per imparare a pensare in modo più creativo.
Gerald Zaltman è docente di Marketing presso la Harvard Business School e membro del progetto interdisciplinare di studio “Mind, Brain, Behavior” dell’Università di Harvard. È, inoltre, cofondatore della società di ricerca e consulenza Olson Zaltman Associates.

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Customer Relationship Management: approcci e metodologie

Il Customer Relationship Management (CRM) è un tema di grande attualità, sia in ambito accademico internazionale sia nel contesto aziendale e professionale.
Il CRM può essere approcciato come “opportunità culturale” per ripensare, grazie alle nuove tecnologie, il rapporto tra impresa e clienti.
Il libro, frutto di una ricerca svolta a livello italiano e internazionale, offre una panoramica esauriente degli approcci e delle metodologie utilizzabili per affrontare correttamente il progetto CRM.
Grazie al contributo di alcuni esperti su temi specifici, gli autori sono in grado di proporre una metodologia originale e completa per ideare e coordinare un progetto di Customer Relationship Management di successo.”